Percorso Reiki · 3 di 10
L’energia spirituale del Reiki
La parola Reiki viene tradotta come «Energia Universale Vitale»: l’energia spirituale che permea ogni cosa e le dona vita. Nel significato spirituale che approfondiamo nel nostro insegnamento, questa espressione richiama lo Spirito divino e la sua manifestazione nell’esistenza.
Il significato di Reiki
La traduzione di Reiki è «Energia Universale Vitale», dove vitale indica ciò che dona vita. Parliamo di energia spirituale per precisare che ci riferiamo allo Spirito che permea e anima ogni cosa.
Nella lettura simbolica e contemplativa proposta nel nostro insegnamento, i kanji che compongono la parola Reiki rappresentano una cosmogonia: il manifestarsi dello Spirito che si particolarizza, incontra la materia fisica e dà vita alle forme dell’esistenza. Questa rappresentazione richiama l’unione di Spirito, anima e corpo.
Il significato di Spirito divino nasce da questa comprensione. Anche noi siamo espressione dell’energia spirituale che anima la Vita e possiamo riconoscerne consapevolmente la presenza in noi.

Divenire canale
Divenire canale significa raccoglierci, entrare in connessione con l’energia spirituale del Reiki e renderci disponibili alla guida dello Spirito. Il praticante non cede la propria energia personale: offre presenza e ascolto, lasciando fluire l’energia spirituale senza pretendere di determinarne l’azione.
Questa disponibilità richiede una partecipazione consapevole. Restiamo presenti a noi stessi e alla persona che riceve, riconosciamo le nostre aspettative e chiediamo di essere guidati, rispettando la libertà e l’esperienza dell’altro.
Come funziona la pratica
Nella visione del Reiki, riconnetterci all’energia spirituale significa ritrovare consapevolezza di ciò che siamo. Poiché ne siamo espressione, possiamo anche renderci disponibili a esserne canali e trasmetterla attraverso la pratica.
Il trattamento è rivolto al riequilibrio energetico e a una maggiore consapevolezza spirituale nella relazione con chi o con ciò che trattiamo. La pratica può riguardare noi stessi, altre persone, le cose e, secondo gli insegnamenti ricevuti, anche situazioni, progetti e concetti astratti.
Il Reiki considera la persona nella sua interezza. Il suo significato comprende il piano fisico, mentale, emotivo e animico-spirituale: dimensioni collegate, che partecipano alla stessa esperienza. Il benessere del corpo è quindi uno degli aspetti di un percorso più ampio di riequilibrio e conoscenza di se stessi.
Le sensazioni durante la pratica
Durante un trattamento possiamo avvertire calore, freschezza, formicolii o altre sensazioni. Possiamo anche non percepire nulla di particolare. L’esperienza cambia da persona a persona e da un’occasione all’altra: la sua intensità non misura il valore della pratica.
Impariamo ad ascoltare ciò che sentiamo senza cercare di riprodurlo a ogni trattamento. Una sensazione può essere riconosciuta e condivisa per ciò che è, senza trasformarla in una diagnosi o in una certezza su ciò che sta vivendo un’altra persona.
Una relazione da coltivare
Le armonizzazioni ricevute durante la formazione accompagnano il risveglio della relazione con l’energia spirituale e della capacità di divenirne canale. La pratica personale permette poi di conoscere e approfondire questa possibilità nel tempo.
Nella nostra prospettiva, riconoscere che siamo parte di questa energia spirituale riguarda anche la relazione con il Divino, dentro e fuori di noi. Ciò che sperimentiamo trova espressione nella vita quotidiana: nel modo in cui affrontiamo una preoccupazione, riconosciamo ciò che riceviamo e ci comportiamo con gli altri. I cinque principi del Reiki, ai quali è dedicata la prossima tappa, accompagnano questa pratica.
